Le cinque Regole di sicurezza dietetica


Regola di sicurezza dietetica N°1

Qualunque prescrizione dietetica preveda un termine prestabilito deve essere considerata con estrema diffidenza perché, evidentemente, chi la propone è consapevole del fatto che, dopo tale limite temporale, si potranno manifestare effetti collaterali. La causa di tali inconvenienti, però, non origina da quel momento ma dall’inizio della terapia.”

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Regola di sicurezza dietetica N°2

“Qualunque trattamento dietetico, ancorché corretto ed attuato per qualsivoglia motivo, non tenga in debita considerazione le reali esigenze di un individuo sia sotto il profilo pratico che sotto quello psichico, è destinato al sicuro fallimento”.

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Regola di sicurezza dietetica N°3

“Diffidare dei ‘consigli alimentari’. Questo è spesso il modo ambiguo e deresponsabilizzante con cui vengono contrabbandate le prescrizioni dietetiche da parte di persone che, nella gran parte dei casi, non hanno né le competenze né il titolo per occuparsi dell’argomento. La dieta è e deve essere sempre considerata una terapia a tutti gli effetti.”

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Regola di sicurezza dietetica N°4
“Non esiste trattamento farmacologico, ormonale, o patologia endocrina alcuna che, di per sé, possa ‘far ingrassare’. Qualunque evento di questo genere può essere adeguatamente controllato.”

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Regola di sicurezza dietetica N°5
“Per ottenere un risultato efficace ma, soprattutto, duraturo, è indispensabile applicare, in ogni caso, il criterio di obiettivo relativo”.

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Le Regole di Sicurezza Dietetica: Commento

 

Regola di sicurezza dietetica N°1

“Qualunque prescrizione dietetica preveda un termine prestabilito deve essere considerata con estrema diffidenza perché, evidentemente, chi la propone è consapevole del fatto che, dopo tale limite temporale, si potranno manifestare effetti collaterali. La causa di tali inconvenienti, però, non origina da quel momento ma dall’inizio della terapia.”

"Da farsi per non più di una settimana...". E perchè? Se una dieta è ben fatta non deve avere alcun limite di applicazione che non sia il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, non può e non deve interferire con l'assetto metabolico di chi la applica se non in senso positivo.

E’ quindi scorretto e pericoloso attuare e/o consigliare terapie che, anche soltanto in via ipotetica, possano determinare effetti collaterali nocivi per la salute o, comunque, in grado di alterare in modo improprio l’assetto metabolico, ormonale o psichico.

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Regola di sicurezza dietetica N°2

“Qualunque trattamento dietetico, ancorché corretto ed attuato per qualsivoglia motivo, non tenga in debita considerazione le reali esigenze di un individuo sia sotto il profilo pratico che sotto quello psichico, è destinato al sicuro fallimento”.

Esoteriche, accattivanti le diete del minestrone, dell'anguria, del cetriolo a mezzanotte..., quanto inutili e dannose!

Purtroppo l'offerta di diete così stravaganti nasce dalla richiesta: il pubblico desidera essere stupito con effetti speciali e per questo è disposto a pagare soprattutto se ciò che viene proposto si pone al di fuori degli schemi normali, salvo poi lamentarsi di essere stato gabbato da personaggi poco seri.

Abbondano quindi tisane, barrette, "giorni e notti", pasta consumata alle dieci del mattino scondita e, possibilmente, in equilibrio su un piede solo... si potrebbe continuare a vita.
Una dieta, in realtà, in modo prosaico e assai poco esoterico, deve insegnare a gestire il comportamento alimentare quotidiano, qualunque esso sia, al bar, a casa (sempre più raro) o in viaggio per lavoro, in mensa o all'autogrill.

E' necessario imparare ad usare gli alimenti che si hanno normalmente a disposizione senza necessariamente ricorrere a prodotti particolari: qualunque comportamento si allontani troppo dalle nostre abitudini e necessità è destinato prima o poi a finire lasciando nuovamente spazio agli errori precedenti, spesso accompagnati dalla sensazione di avere nuovamente fallito l'obiettivo.

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Regola di sicurezza dietetica N°3

“Diffidare dei ‘consigli alimentari’. Questo è spesso il modo ambiguo e deresponsabilizzante con cui vengono contrabbandate le prescrizioni dietetiche da parte di persone che, nella gran parte dei casi, non hanno né le competenze né il titolo per occuparsi dell’argomento. La dieta è e deve essere sempre considerata una terapia a tutti gli effetti.”

I consigli non esistono! La dieta è una prescrizione specifica che modula il comportamento alimentare di una persona e può interferire con il suo stato di salute, in bene o in male!
Purtroppo da sempre si è permesso di parlare di nutrizione a intrattenitrici televisive, personal trainers, attrici e quant'altro si affacciasse alla ribalta. La dieta è sempre stata volutamente tenuta su un crinale border line tra il sacro e il profano dando così la sensazione che se sei malato devi andare "dal dottore", ma se stai bene puoi usare quella del primo rotocalco che ti passa tra le mani. Se non ci credete passate davanti a un'edicola in primavera...

Con tutto ciò non voglio assolutamente difendere il privilegio di una classe medica che, a mio parere, è proprio la prima che manca al suo dovere! Molti medici, ma proprio tanti, facendo spesso forza sul fatto di appartenere a specialità "più altisonanti" parlano di nutrizione con una superficialità assai superiore a quella di un'estetista, creando un danno ancora maggiore, stante la credibilità che hanno preso i propri pazienti. Ce ne sono poi altri che fanno della dietologia un business da sottoscala, svilendo sempre di più sia l'argomento che l'immagine del medico stesso.

Un po' di serietà in più non guasterebbe...

 

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Regola di sicurezza dietetica N°4
“Non esiste trattamento farmacologico, ormonale, o patologia endocrina alcuna che, di per sé, possa ‘far ingrassare’. Qualunque evento di questo genere può essere adeguatamente controllato.”

Possiamo raccontarci ciò che più ci fa star bene, ma in assenza di apporto calorico è impossibile mantenere la propria condizione ponderale!
Il nostro organismo si conserva in funzione di un bilancio costante tra apporto calorico e consumi quindi, in mancanza di apporto calorico “eccessivo” non è possibile ingrassare!
Quindi, per favore, non parliamo a vanvera di cortisone, tiroide, menopausa, pillola, stress o quant'altro.

Se l'introito calorico è però superiore al necessario, non tutti hanno la medesima capacità di utilizzo ed alcune patologie o terapie possono influire sostanzialmente sul modo di “pagare” gli errori nutrizionali determinando differenti condizioni di aumento ponderale.
In ogni caso, non c'è situazione sia sotto il profilo metabolico che sotto quello psichico, che non possa essere, anche se con difficoltà, adeguatamente controllata.


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Regola di sicurezza dietetica N°5
“Per ottenere un risultato efficace ma, soprattutto, duraturo, è indispensabile applicare, in ogni caso, il criterio di obiettivo relativo”.

Molto spesso le diete falliscono perchè ci si pone un obiettivo non alla propria portata; possono infatti esserci difficoltà di vario genere, sia pratiche che psichiche, che richiedono interventi diversificati. Una persona che abbia una vita lavorativa che la porta sempre in luoghi diversi non può pretendere di non avere un margine di errore superiore a chi fa una vita più regolata. Ciò non significa imposibilità di raggiungere il risultato, ma probabilmente la necessità di impiegare materiali, tempi e metodo differenti.

L’obiettivo deve essere quindi definito in partenza, sulla base di un accordo medico-paziente che tenga nella giusta considerazione le reali possibilità operative, sia sotto il profilo logistico che sotto quello psichico, di chi inizia la terapia. La definizione in partenza è fondamentale per evitare che poi, durante il percorso, incapaci di raggiungere una meta esagerata, si sia portati a fingere di accontentarsi, come la volpe con l'uva, alimentando così un deleterio senso di fallimento.

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