La Clessidra, la Piramide, l'Uomo
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Il simbolo più semplice da interpretare è forse la Clessidra, identificazione tangibile di un tempo che passa in modo lento e costante, costringendo sempre e comunque ad uno spostamento lungo una linea temporale ideale anche chi non desiderasse farlo, rendendo dunque ineluttabile il progresso. I tempi quindi cambiano, che noi vogliamo o no, e noi dobbiamo forzatamente adattarci a ciò che tali modificazioni comportano, sia in termini di cultura che di stile di vita; è inutile quindi arroccarsi su posizioni obsolete che, per quanto corrette, non siano più adeguate alle condizioni attuali.

All’interno del bulbo superiore, troviamo la Piramide Alimentare: non si tratta della nuova Piramide, di più recente pubblicazione, bensì di quella precedente, la più vecchia.
La vecchia Piramide dunque, in questa concezione, passando da un bulbo all’altro della clessidra, ovvero con lo scorrere del tempo, non si trasforma in una nuova piramide dalle differenti ripartizioni, ma si identifica in una sfera , che avvolge l’individuo, soddisfacendone i bisogni in modo completo e tridimensionale, attenta alle sue necessità sotto ogni profilo sia logistico che psichico, avvolgente e non impositiva, come l’immagine invece appuntita della piramide sollecita negativamente al pensiero.

Infine, all’interno della sfera, il vero oggetto della nostra attenzione: l'Uomo.
Non un uomo normale bensì l’uomo vitruviano, di Leonardo da Vinci : un cerchio, un quadrato e, al centro, un'emblematica figura d'uomo.
Un quadrato inscritto in un cerchio i cui centri coincidano si ritrova in numerose raffigurazioni precristiane, cristiane e buddiste a suggerire l'ideale coincidenza di divino e creato dove quest'ultimo, emanazione del primo, si trova in perfetta sintonia con il principio originario.
Fino dalle civiltà precristiane, su fino al Medioevo e al Rinascimento, il quadrato viene inteso come simbolo geometrico che esprime il desiderio di orizzontarsi nel mondo mediante l'introduzione di direzioni coordinate.
La quadratura comporta un principio d'ordine che sembra essere innato nell'uomo e che, in un sistema dualistico, si contrappone al cerchio, che rappresenta invece potenze celesti.
La leggendaria quadratura del cerchio simboleggia il desiderio di ricondurre l'elemento "celeste" e quello "terrestre" ad una ideale concordanza, che, nel nostro caso, potrebbe essere quella di un equilibrio armonico la tra teoria speculativa che caratterizza le riunioni scientifiche e l’applicazione concreta e quotidiana che riguarda il vivere comune.

In conclusione, la Nutrizione clinica moderna deve scendere dal piedistallo pseudo culturale su cui si è arroccata, non deve vergognarsi di parlare di pane e companatico, deve sporcarsi nuovamente le mani nel “fare” concretamente le diete, venendo incontro alle reali necessità dei pazienti/consumatori perché continuare snobisticamente a parlare di massimi sistemi ignorandone poi l’applicazione reale, lascia il campo completamente libero a chi la Nutrizione la sfrutta soltanto per business manipolando a proprio uso e consumo situazioni ed informazione.